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Storia e Territorio


Cave sorge sul versante occidentale dei Monti Prenestini fra le loro ultime pendici e la Valle del Sacco.
Fin dai tempi più remoti la città di Cave si è caratterizzata come insediamento stabile di carattere essenzialmente agricolo, organizzato a ridosso del fosso del Rio che confluisce nella Valle del Sacco.
 
 


 

Le fonti bibliografiche parlano in forma ricorrente di un oppidum situato nella zona non lontana dell’attuale città, che avrebbe addirittura origine romana.Le Storie di Tito Livio raccontano che nel 267 a.C. nella guerra contro i Volsci e gli Ernici, i Romani dopo aver attirato i loro nemici in una "valle affossata" ne fecero orribile scempio. La maggior parte degli autori è concorde nel ravvisare il luogo della battaglia nella contrada Campo nel territorio di Cave, proprio dove oggi è situato il Santuario della Madonna del Campo, e ove sorgeva un castello chiamato Castrum Trebarum.

Poi c’è l’altra zona che reca profonda memoria storica, posta oggi in posizione esterna al centro abitato; questa zona è ancora chiamata Cruci, poiché si trova alla confluenza di tre strade provenienti dalle località Morino-Potano-Valli, che si immettevano sull’antica Prenestina, attraverso la tenuta dei SS. Quattro Coronati, presso l’attuale Colle Palme.

Il Tomassetti nel volume sulla Campagna Romana, edito nel 1912, descrive di aver notato, durante le sue escursioni nel territorio, parecchie rovine di ville, di piscine di età presumibilmente imperiale, frammenti di sculture ed altro. Del resto la stessa puntuale descrizione la riporta il Marianecci, nella sua monografia Memorie Cavesi edito nel 1941, su ciò che vede a quei tempi e che ritrova sul territorio, sottolinea la presenza nel passato di aggregati di tipo urbano, di ville ed impianti romani in tutta la zona; ciò è altresì confermato dalla presenza di resti romani rintracciabili in varie chiese del territorio, utilizzati, come avveniva spesso in passato, come materiali di spoglio.

L’insediamento antico nasce presumibilmente come avamposto militare di Praeneste, l’odierna Palestrina.
L’attuale denominazione della città pare si attesti intorno all’XI secolo ed è riferibile alla presenza di cave di tufo e di breccia aperte fin dai tempi più antichi dalle popolazioni prenestine, attività poi proseguita dai Romani.

Ma andando indietro in cerca dell’origine di Cave quale entità di tipo "urbano" possiamo attestarci al 20 marzo 971 d.C. è la data in cui venne sottoscritta la convenzione tra l’abate di Subiaco e quello dei SS. Cosma e Damiano; documento che si ritiene dia origine a Cave come vero e proprio "castello" enfiteutico della Badia di Subiaco. Data la sua posizione, il castrum era considerato di un certo pregio strategico e per questo fu varie volte oggetto di conquiste ed attacchi alternativamente da parte del papato e dei nobili. Il Castrum Cavarum sembrerebbe essere stato così uno dei più antichi castelli del Medio Evo nel Lazio e secondo il Vannutelli, nel volume Ricordo del Suolo Nativo edito nel 1936, servì da rifugio alle popolazioni laziali minacciate dalle invasioni longobarde.

Non è dato conoscere la struttura reale del borgo d’origine se non da alcune rappresentazioni sicuramente sommarie riportate nella cartografia più antica che rappresentano sempre Cave come agglomerato molto compatto, cinto da mura e caratterizzato dalla presenza di un’erta torre (che crollerà nel 1760). Notizie della Torre di Cave sono riportate nell’archivio Colonna presso la Biblioteca di S. Scolastica a Subiaco.


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