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Benessere animali

 FAQ

  1. Cosa fare se trovo un animale abbandonato
    L’organo da contattare in caso di avvistamento di un animale abbandonato è il Comune, e più specificatamente, la polizia locale. Il comune, dopo la segnalazione, invierà la richiesta di cattura alla ASL veterinaria, che potrà intervenire lei stessa o richiedere l’intervento della ditta che ha aggiudicato il servizio per l’accalappiamento degli animali. Il cane, una volta catturato, verrà ricoverato presso il canile sanitario.
    In caso di ritrovamento di cani abbandonati contattare la polizia locale al numero: 06 9581444
    Nei giorni festivi o nelle ore notturne si possono contattare anche i carabinieri, i quali hanno i recapiti del medico veterinario ASL reperibile che avvia le procedure di cattura dell’animale segnalato.
     
  2. Animali in condominio
    Sono molto frequenti le discussioni tra condomini legate alla convivenza degli animali in condominio.
    Il divieto di detenere animali in un condominio non può essere espresso in regolamenti ordinari ma deve essere espresso in regolamenti contrattuali che devono essere consegnati al momento dell’acquisto dell’immobile.
    Un traguardo importante è stato raggiunto nel 2012 con l’art. 1138 del codice civile che recita espressamente “ Le regole del regolamento non possono vietare la proprietà o la detenzione di animali”.
    Anche nel contratto di locazione non si può limitare la detenzione degli animali; infatti l’art. 1322 del codice civile afferma che le parti possono liberamente determinare il contenuto del contratto purchè esso sia indirizzato a realizzare interessi meritevoli di tutela. Il diritto di sviluppare un rapporto affettivo con un animale risulta, alla luce delle evoluzioni legislative e giurisprudenziale, italiane ed europee, un interesse superiore alla volontà di impedire eventuali danni alla propria proprietà, ben potendo il locatore tutelarsi semplicemente inserendo l’obbligo di un’assicurazione.

    Sentenza della Cassazione n. 3705 del 2011 Massima

    Il divieto di tenere negli appartamenti i comuni animali domestici non può essere contenuto negli ordinari regolamenti condominiali, approvati dalla maggioranza dei partecipanti, non potendo detti regolamenti importare limitazioni delle facoltà comprese nel diritto di proprietà dei condomini sulle porzioni del fabbricato appartenenti ad essi individualmente in esclusiva.

    Tribunale Civile di Piacenza Sez. II 10 aprile 1990, n.231:

    “La detenzione di animali in un condominio, essendo la suddetta facoltà una esplicazione del diritto dominicale, può essere vietata solo se il proprietario dell’immobile si sia contrattualmente obbligato a non detenere animali nel proprio appartamento, non potendo un regolamento condominiale, anche quando approvato a maggioranza, stabilire limiti ai diritti ed ai poteri dei condomini sulla loro proprietà esclusiva.”

    Va però evidenziato come l’art. 1138 del codice civile tende a proteggere il diritto a godere della compagnia di un animale domestico; sono, allora, esclusi dall’ambito protettivo dell’art. appena citato, tutti i rapporti con gli animali che hanno finalità diverse: allevamento di animali finalizzato alla vendita; detenzioni di animali finalizzato allo studio o alla ricerca scientifica; detenzione di animali in qualità di dog sitter.

    L’uso delle parti comuni, come ad esempio degli ascensori, non può essere limitato agli animali, poiché si limiterebbe l’utilizzo di un bene comune. Neanche l’amministratore può limitare l’utilizzo delle parti comuni, poiché qualsiasi intervento in tal senso risulterebbe illegittimo.

    - L’abbaio dei cani:

    L’abbaiare dei cani non risulta essere disturbo della quiete pubblica, ex art. 659 del codice civile, fino a quando le proteste non sono avanzate da una pluralità di persone. Al cane è riconosciuto il diritto all’abbaio, come stabilito dal giudice di Pace di Rovereto.
    Sempre sul tema dell’abbaio è intervenuta anche la Suprema Corte con sentenza n. 7856 del 26 marzo 2008 “ogni animale ha una sua natura e nel caso del cane, non si può coartare a tal punto di impedirgli di abbaiare”; sottolinea però come “in ogni caso i proprietari devono adottare tutte le cautele necessarie per prevenire le possibili cause di agitazione ed eccitazione dell’animale, soprattutto nelle ore notturne”.
    Sentenza . 1394 del 6/03/2000 Corte di Cassazione:
    I rumori sono obiettivamente idonei a incidere negativamente sulla tranquillità di un numero indeterminato di persone
    Se da una parte la normativa vigente tutela maggiormente la convivenza con gli animali, rimangono però in essere una serie di obblighi a carico dei proprietari degli animali. La corretta convivenza con i nostri amici a 4 zampe deve sempre tenere conto delle esigenze di coloro che vivono al nostro fianco e che non gradiscono la presenza di animali. I proprietari di animali hanno l’obbligo di condurre questi sempre al guinzaglio, di raccogliere le deiezioni, di mantenere puliti gli ambienti comuni e di non consentire ai propri animali di danneggiare le zone condominiali. Coloro che non rispettano le regole della corretta convivenza sono passibili di sanzioni e di denunce.
     
  3. In caso di avvelenamento
    L’avvelenamento di un animale è un reato punibile ai sensi degli art. 544 bis e ter del C.P. Dal gennaio 2009 è in vigore l’Ordinanza contingibile ed urgente concernente le norme sul divieto di utilizzo e detenzione di esche o bocconi avvelenati. L’Ordinanza prorogata e rinforzata con Ordinanza del 14 gennaio 2010, vieta a chiunque di utilizzare in maniera impropria e preparare, miscelare esche e bocconi avvelenati.
    Il proprietario o il detentore dell’animale deceduto per sospetto avvelenamento deve darne immediata comunicazione alle Autorità competenti tramite il medico veterinario che emette la diagnosi.
    Il medico veterinario deve comunicarlo immediatamente al Sindaco e alla ASL veterinaria. In caso di decesso deve inviare le spoglie e qualsiasi altra cosa utile all’identificazione del tipo di veleno utilizzato all’IZS accompagnato dal referto al fine di agevolare la ricerca.
    L’IZS deve eseguire tutte le ricerche entro 30 giorni dalla ricezione del materiale da analizzare e gli esiti devono essere comunicati al veterinario che ha inviato i campioni, alla ASL veterinaria e al Sindaco.
    Il Sindaco, in caso di avvelenamento o solo sospetto, deve dar mandato per l’apertura delle indagini e, qualora venisse accertato, deve provvedere alla bonifica dell’area entro 48h nonché segnalare, con apposita cartellonistica, che in quella zona sussiste il rischio di esche avvelenate.
     
  4. Modifiche al codice della strada
    Con la riforma del codice della strada sono stati inseriti diversi punti innovativi per la tutela e per il benessere degli animali.
    Vediamo come l’art. 31 della legge 29 luglio 2010 n. 120 “disposizioni in materia di sicurezza stradale” integra due punti ; le infrazioni stradali sono scriminate se compiute per il trasporto di un animale in gravi condizioni di salute e il soccorso degli animali è stato equiparato a quello previsto per gli esseri umani ( sirene per le ambulanza veterinarie e per i mezzi di vigilanza zoofile).
    La gestione degli animali selvatici, invece, è di competenza delle province e delle regioni; pertanto in caso di animale ferito selvatico sarà necessario rivolgersi alla polizia provinciale e alla forestale.

    Sentenza n.1 del 9 gennaio 2012 Giudice di Pace di Offida:
    Un medico veterinario contestava il verbale della polizia locale per eccesso di velocità, poiché era stato contattato da una sua cliente che richiedeva un intervento tempestivo a causa delle gravi condizioni di salute del proprio cane e in cura presso di lui. Il Giudice di Pace ha accolto in pieno il ricorso del medico veterinario, in quanto quest’ultimo aveva agito per prestare cure urgenti ad un animale in gravi condizioni di salute. Il Giudice di fatto ha riconosciuto che il principio dello stato di necessità di cui all’art. 4 della legge 689 del 1981 si applica anche se la circostanza riguarda gli animali.
    Inoltre l’art.31 della Legge 29 luglio 2010 n. 120, all’art. 189 del decreto legislativo n.285 del 1992 aggiunge infine, l’obbligo di soccorso di animali disponendo che “l’utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi danno a uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti, ha l’obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subìto il danno. Chiunque non ottempera agli obblighi di cui al periodo precedente è punito con la sanzione amministrativa al pagamento di una somma da € 389 ad € 1.559. Le persone coinvolte in un incidente con danno a uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti, devono porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subìto il danno. . Chiunque non ottempera agli obblighi di cui al periodo precedente è punito con la sanzione amministrativa al pagamento di una somma da € 78 ad € 311.
     
  5. Cane chiuso in auto
    In molti comuni, lasciare chiuso in macchina un animale nei periodi caldi, è sanzionabile attraverso i regolamenti comunali. Anche laddove non esistano regolamenti è comunque una condotta perseguibile penalmente ai sensi dell’art. 727 CP, detenzione incompatibile.
    Qualora ci trovassimo ad affrontare un caso analogo, la prima cosa da fare è verificare se il proprietario dell’automobile si trova presso negozi o bar lì vicino e chiedergli di liberare immediatamente l’animale.
    Contestualmente è necessario chiamare la polizia locale/ carabinieri/ Polizia di Stato e chiedere immediatamente il loro intervento.
    Qualora le autorità non intervenissero e l’animale è in palese rischio di vita ( munirsi di testimoni e video+ fotografie) possiamo rompere il vetro. Nonostante il sistema normativo riconosce gli animali esseri senzienti, potremmo essere oggetto di contestazione per aver danneggiato il veicolo. A nostra discolpa possiamo invocare lo “stato di necessità” dettato appunto dall’evitare all’animale gravi sofferenze e il decesso. Utilizzando quindi gli strumenti processuali possiamo chiedere la non punibilità della nostra condotta, ma sarà comunque un Giudice a prendere la decisione finale.

    Corte di Cassazione, sezione III penale, con sentenza del 2015
    La Corte di Cassazione ha condannato due proprietari di un beagle alla pena 1.100 € di ammenda ciascuno, per la violazione dell’art. 727 CP. I due coniugi, infatti, avevano lasciato il proprio cane in auto con una temperatura esterna di 30 gradi.
     
  6. Devo partire con il mio animale:
    Viaggi in Italia e vaccinazioni
    Quando si programma un viaggio lungo è importante verificare le disposizioni delle singole compagnie che verranno utilizzate (treni, traghetti e aerei) e avere con se, oltre al certificato di iscrizione all’anagrafe canina per i cani, il libretto sanitario dell’animale compilato da un medico veterinario dove sono riportati i dati del proprietario, i dati dell’animale, le vaccinazioni e la data in cui queste sono state effettuate.
    In Italia non è più obbligatoria la vaccinazione antirabbia ma il Ministero della Salute la consiglia, in particolare per le regioni ad Est e le Isole, e segnala che in Sardegna è molto diffuso l’echinococco, un particolare tipo di tenia. Si può proteggere il cane somministrando soltanto carni cotte e, al ritorno dal soggiorno, è meglio effettuare una visita di controllo e l’esame delle feci.
    Inoltre il Ministero della Salute informa che in tutto il bacino del Mediterraneo (per l’Italia – zone come la Versilia e tutta la riviera Ligure, Sardegna, Argentario, Isola d’Elba, Sicilia, e altre regioni del sud) il pericolo è rappresentato dal pappatacio, un insetto che può trasmettere la leishmaniosi.
    In tali zone, è preferibile non far dormire il cane all’aperto durante la notte e distribuire antiparassitari sul pelo. Su consiglio del proprio veterinario, è possibile effettuare anche la vaccinazione. Infine, nel nord Italia o comunque in territori umidi e pianeggianti come la Pianura Padana, bisogna proteggere il cane dalla filariosi cardiopolmonare, una malattia diffusa e pericolosa che si può prevenire somministrando al cane specifiche compresse.

    Viaggi in treno

    Il regolamento di Trenitalia consente il trasporto a titolo gratuito di animali di piccola taglia all’interno di appositi contenitori (dimensioni 70x30x50) nella prima e seconda classe di tutte le categorie di treni. Per ogni passeggero è previsto il trasporto di un singolo contenitore; nel caso di animali di taglia maggiore è consentito il trasporto previo pagamento di un biglietto di seconda classe ridotto del 50%. L’animale deve essere tenuto con guinzaglio e museruola e non deve recare disturbo agli altri passeggeri. Si invita a consultare il regolamento per precisazioni su giorni, fasce orarie e posti eventualmente limitati.
    Per quanto riguarda la compagnia Italo invece è previsto il solo trasporto a titolo gratuito di animali di piccola taglia, sotto i 10 kg, negli appositi contenitori che devono avere chiara indicazione delle generalità del proprietario.
    I cani guida per non vedenti possono invece viaggiare gratuitamente e senza alcun obbligo su tutti i treni.

    Viaggi in aereo

    Quasi tutte le compagnie aeree consentono il trasporto di animali. Per quanto riguarda l’accesso a bordo dell’aeromobile di cani e gatti a seguito di un passeggero, non esiste una regolamentazione unica per tutte le compagnie aeree. Ogni compagnia di navigazione può infatti stabilire la tipologia della gabbietta utilizzata per il trasporto dell’animale, il numero degli eventuali animali accettati in cabina o la possibilità di farli uscire o meno dalla gabbietta, ecc. Generalmente, per ogni volo, è ammesso in cabina un certo numero di animali: cani di piccola taglia (inferiori a kg. 10 di peso) e gatti (alcune compagnie accettano il classico trasportino altre ne richiedono di particolari). I cani di media o grande taglia, invece, viaggiano nella stiva pressurizzata in apposite gabbie rinforzate. Alcune compagnie garantiscono l’assistenza di personale specializzato, centri di assistenza e di ristoro per gli animali duranti gli scali. Canarini e altri piccoli animali viaggiano in cabina in gabbia.
    I cani guida per non vedenti possono viaggiare con il proprietario purché muniti di museruola e guinzaglio.

    Viaggi in nave

    Generalmente sui traghetti i cani sono ammessi con guinzaglio e museruola, i gatti nell’apposito trasportino. I cani di piccola taglia possono viaggiare in cabina con il padrone previo consenso delle altre persone a bordo. I cani di taglia grande o media possono alloggiare negli appositi canili di bordo, ma, generalmente, è permesso tenerli sul ponte con il padrone se muniti di guinzaglio e museruola. Si consiglia comunque di contattare le singole compagnie prima dell’acquisto dei biglietti.

    Viaggi all’estero: Unione Europea

    Secondo quanto stabilito dalla Comunità Europea, cani, gatti e furetti che viaggiano nei paesi dell’Unione devono avere il passaporto europeo per animali domestici che viene rilasciato dalle ASL. Il passaporto è obbligatorio dal 1° ottobre 2004 ed è necessario per tutelarsi dai rischi sanitari; deve contenere i dati anagrafici del proprietario dell’animale, certificare le vaccinazioni effettuate all’animale, compresa anche la vaccinazione antirabbica. L’animale deve inoltre essere munito di tatuaggio chiaramente visibile o di microchip anche nel caso di gatti e furetti.
    In caso di prima vaccinazione antirabbica devono trascorrere almeno 21 giorni prima di poter movimentare l’animale.
    Per chi intendesse viaggiare con il proprio animale da compagnia di età inferiore ai 3 mesi e non vaccinato nei confronti della rabbia, è consigliabile rivolgersi preventivamente all’Ufficio Consolare del Paese membro verso il quale si desidera portare l’animale, al fine di assicurarsi che il Paese di destinazione ne consenta l’introduzione.
    Nel caso fosse consentito l’animale deve comunque avere il passaporto e deve aver soggiornato dalla nascita nel luogo in cui è nato, senza entrare in contatto con animali selvatici che possano essere stati esposti all’infezione del virus della rabbia, oppure deve essere accompagnato dalla madre da cui è ancora dipendente.
    Inoltre, per i viaggi verso la Finlandia, Regno Unito, Irlanda e Malta degli animali da compagnia è necessario il trattamento preventivo per l’echinococco.

    Viaggi all’estero: Paesi extra UE

    Le condizioni sanitarie per le introduzioni di animali al seguito in Paesi non facenti parte dell’Unione Europea, sono stabilite dal Paese di destinazione, pertanto, si consiglia di contattare l’ambasciata in Italia o direttamente l’Autorità del Paese verso cui si intende andare.
    È utile ricordare che in alcuni paesi ci sono leggi molto severe che prevedono, ad esempio, che il cane venga messo in quarantena in una struttura sanitaria e, quindi, separato dal proprio padrone anche per lunghi periodi; si consiglia, a tal fine, di acquisire ogni utile informazione con molto anticipo.
    In diversi casi, ad esempio per il Canada e gli Stati Uniti, è necessario munirsi di Certificato internazionale di origine e sanità per l’espatrioche viene rilasciato da veterinari delle ASL. Questo certificato (Pet Export certificate) attesta la provenienza dell’animale, il suo stato di salute e le vaccinazioni obbligatorie, incluso se è vaccinato contro la rabbia almeno 1 mese prima della partenza e da non oltre 11 mesi. La sua validità è di 30 giorni, può essere rinnovato anche all’estero ed è indispensabile anche per rientrare in Italia.